Blog — Intenzioni

Dante Noguez
Versione 0.5.0
Lingua ES/EN

Racconti secturniali

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Sogno coprolalico — 29 maggio 2016

Stamattina presto mi sono alzato per correre in bagno a causa di un sogno stranissimo che avevo fatto. Nel mio sogno, tutta l’arte si faceva con la merda. Si scriveva con la merda, si dipingeva con la merda, si facevano sculture di merda. Gli artisti lavoravano in una specie di «fabbrica d’arte». All’inizio delle loro giornate, prendevano una sorta di lassativo per avere materiale per le loro opere, e indossavano pannolini che permettevano loro di conservare la merda per utilizzarla successivamente. Dopo aver osservato centinaia di loro fare la propria «arte», era il mio turno. Anch’io volevo essere artista. Allora mi misi il pannolino, presi il lassativo e attesi l’effetto. L’effetto ci fu eccome, ma quando si manifestò in me con tanto «realismo», tutto il resto svanì e rimasi solo con quello. Mi svegliai e corsi in bagno.

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Sogno coprolalico II — 6 febbraio 2017

Mentre mi trovavo stamattina tra le braccia di Morfeo, sognai che camminavo per il centro di Pátzcuaro e improvvisamente mi veniva un’immensa voglia di cagare. Tale era la mia urgenza che mi intrufolai, senza chiedere permesso, fino al bagno di un negozio lì vicino. Quando ero già seduto sul gabinetto, sentii alcune voci che chiedevano e vendevano cose alla proprietaria del locale, la quale rispose con tono laconico: «Io non so, ma potete chiedere a quello che è in bagno». Detto e fatto: sentii il brusio avvicinarsi alla porta finché la aprirono. Erano tre donne che erano entrate come se fossero a casa loro. Io pensai che la faccenda doveva essere importante per disturbare il re mentre è sul trono.

—Se lei volesse organizzare una festa, la farebbe qui vicino? —mi chiese una di loro.

—Sì, in quei casi vanno bene i posti centrali —risposi un po’ confuso.

—Molto bene, e quante persone inviterebbe? —continuò a interrogarmi.

—Signora, non vede che sto cercando di cagare? —le risposi, ormai infastidito da domande così assurde.

La signora tacque e un’altra mi chiese:

—Sa di qualche posto qui vicino dove posso tagliarmi i capelli?

—Signore, là fuori posso rispondere a tutto quello che vogliono, ma per ora mi lascino cagare in pace —risposi per tutte.

Non appena dissi quello, aprirono la porta e cominciarono a uscire. «Finalmente potrò cagare», pensai. E appena finii di pronunciare quella frase tra me e me, l’ultima delle signore indignate chiuse la porta con tanta forza che il fragore mi svegliò. Corsi in bagno, ripetendomi inconsciamente: «Finalmente potrò cagare».

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Una notte improduttiva — 25 febbraio 2018

Ieri notte sognai che leggevo, con minuziosa attenzione, le questioni del Liber viginti quattuor philosophorum. Erano tutte scritte in lingue sconosciute. Ne ricordo una in particolare che indovinai —all’interno del sogno stesso— essere una combinazione di tedesco e latino. Adesso sì che posso dire —con Xul Solar—: è stata una notte piuttosto improduttiva. Ho avuto tempo solo di inventare dodici lingue.

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Animus meminisse horret — 2018

Passo giornate intere a leggere e i miei sogni sono confusione di pagine che leggo e di frasi costruite senza ordine né significato alcuno, frasi che ripeto senza sosta.

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Like a stone — 29 novembre 2020

Ieri notte sognai che ero con Ilaria Bazzea e degli amici in un giardino. All’improvviso, cominciammo a vedere all’orizzonte un mucchio di gente che correva verso di noi. Immediatamente dopo, i miei amici iniziarono a gridare di andarcene, che venivano per noi. Salimmo su un autobus; Ilaria e io restammo soli nella parte posteriore. L’autobus iniziò ad accelerare e la gente che ci inseguiva batteva sui finestrini come se volessero che li facessimo salire. Pochi secondi dopo cominciai a notare che nell’aria stavano fluttuando degli spaventosi torrenti di pietre; da un momento all’altro, le pietre cominciarono a volare verso di noi, rompendo vetri, facendo esplodere cose e spaccando crani sul loro cammino. Arrivammo a rifugiarci in una torre. Le pietre continuavano a volare, distruggendo e uccidendo intorno a noi. Io chiesi se quello fosse un fenomeno naturale conosciuto e qualcuno mi rispose con una certa ironia se sembrava che lo fosse. Notai che le pietre, dopo essere cadute al suolo, si rialzavano e si dirigevano implacabilmente verso direzioni diverse. Se io tenevo una pietra, si fermava; ma se la lasciavo, si alzava e andava a uccidere e a distruggere.

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Sleep sound — 25 febbraio 2021

Mi addormentai mentre ascoltavo la recensione di un libro. Nel sogno, dedicavo la mia vita a cercare il libro, seguendo come guida la descrizione che ne ascoltavo nella recensione.

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Life is strange — 22 maggio 2022

Sognai che tutti i miei cugini avevano mogli con gravidanze straordinarie. Una aveva la pancia gigantesca, un’altra era incinta di anziane, un’altra era incinta da molti anni, altre due condividevano lo stesso ventre.

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Ô ma mère Intelligence — 17 agosto 2022

Ieri notte ho avuto il sogno più preoccupante e desolante: qualcuno era più intelligente di me.

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Sogno di Guso — 3 gennaio 2023

Sognai che Guso Macedo si vantava di aver scoperto un numero primo più grande di quelli di Mersenne. Aveva ideato il numero per un racconto di finzione e lo denominò «lambda-2». Un matematico lesse il racconto e verificò che era veramente il numero primo più grande conosciuto.

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L’urlo — 10 gennaio 2023

Ieri notte sognai che una forte tempesta mi coglieva di sorpresa mentre camminavo per la via Romero. Passando vicino al negozio di don Pancho, lo sentii gridare di posizionarmi sopra una specie di tombino sotterraneo. Pensai che l’avrebbe fatto volare —con me sopra— per togliermi dalla tempesta. Poiché non potevamo vederci e il rumore della pioggia era intenso, don Pancho mi gridava chiedendomi se fossi pronto. Io rispondevo —anche gridando— di sì, ma non mi sentiva. Dopo un paio di tentativi falliti, mi preparai a gridare con forza, ma l’urlo lo diedi davvero e svegliai la mia ragazza, che poi svegliò me perché era spaventata.

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Falso ricordo di Jeff Beck — 14 gennaio 2023

Sognai che conoscevo un parente lontano mentre visitavo la casa dei miei zii. Veniva dal nord, era amichevole e gentilissimo, fisicamente simile a Ritchie Valens. Non mi azzardavo mai a intavolare una conversazione con lui al di là di certe cortesie e saluti, anche se una volta arrivai a dirgli che mi piaceva la chitarra e mi rispose solo con un sorriso. Passati alcuni giorni, mentre camminavo per strada, sentii ai notiziari che era morto Jeff Beck, quel leggendario chitarrista che era scomparso dalla vita pubblica da decenni, disgustato dalla fama e dal denaro. Turbato, mi avvicinai a uno dei televisori che annunciavano la notizia. All’improvviso, mostrarono una fotografia di quello zio lontano che tanta curiosità mi suscitava. Era proprio Jeff Beck, un Jeff Beck ormai irriconoscibile. Il giorno seguente lo commentavo con tutti in famiglia, e tutti affermavano —senza scomporsi— che conoscevano già questo prodigioso segreto, questo segreto di famiglia. Mentre cenavamo, raccontai tutto a mio padre, aggiungendo: «Questa è la cosa più strana che mi sia mai successa nella vita»1.

Riposa in pace, Jeff.

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The virgin’s slumber song — 27 gennaio 2023

Sognai una melodia così bella che mi riempiva di lacrime. Nel mio sogno, qualcuno la attribuiva a Beethoven. Credo che la voglia di piangere mi svegliò leggermente nelle prime ore del mattino. Feci una nota mentale per ricordarla al risveglio, ma la dimenticai completamente.

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Dream of you and I — 18 febbraio 2023

Mentre Elizabeth mi raccontava cosa ha sognato ieri notte, ci rendiamo conto che sempre, qualunque sia il sogno, appaiono dal nulla un mucchio di animali —leoni, coccodrilli e persino dinosauri— nei suoi sogni.

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Out for blood — 20 febbraio 2023

La mia ragazza di solito si prende gioco della frequenza con cui, lavandomi le mani, mi taglio il pollice con l’aeratore del rubinetto (proprio sopra l’unghia, nell’articolazione interfalangea). Sono brusco nel lavarmi le mani e per qualche ragione i lavandini mi risultano incredibilmente scomodi e stretti. Ieri notte sognai che mi facevo una ferita così. Nel tentativo di lavarla perché non si infettasse, l’acqua del rubinetto mi erodeva gradualmente il dito. Potevo vedere la parte mutilata e piena di sangue che andava rimanendo. Con ogni getto d’acqua mi cadeva di più il dito. La mia stupefazione mi impediva di reagire, così continuai a lavarla finché mi erose tutte le dita. Quando finalmente la ritirai, le mie dita cominciarono a rigenerarsi poco a poco.

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Gracias a la vida — 12 agosto 2023

Sognai che ero a casa di mia nonna Ofelia con lei e le mie zie. Stavo pulendo il cortile, ma mi sentivo stanco. Ricordo una piccola pozza d’acqua iridescente sul pavimento. All’improvviso, qualcuno mi chiedeva «Perché ti sforzi tanto, se niente importa e per di più sei stanco?». Io rispondevo: «Per il contatto con l’acqua, per la sensazione delle pietre nelle mie mani, per amore della vita e nient’altro».

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The great gig in the sky — 4 settembre 2023

Sognai che stavo registrando con una videocamera digitale tre figure estremamente magre (con arti in stile daliniano) che ballavano per strada. Poi, entrammo in un corridoio e mio cugino David apparve dal nulla, mettendomi un microfono al collo. Mi disse che stavo trasmettendo per un canale radio. Uscimmo dal corridoio e arrivammo alle gradinate di un campo da calcio assediato dalla luce del giorno; in lontananza si vedeva la luna rossa, e sulle gradinate un po’ di gente che osservava quello che sembrava essere un’eclissi lunare. Mio cugino mi chiese di commentare le circostanze per il nostro pubblico. Mi chiesi se ci fosse davvero un pubblico, e lui aggiunse solo «la domenica abbiamo 5x il nostro pubblico abituale». All’improvviso, il colore rosso della luna iniziò a sciogliersi nella forma di un liquido nero. Restammo a guardare con stupore e cominciò a evaporare come fumo. Pochi secondi dopo, una parte della luna esplose e il resto «cadde», scomparve dalla nostra vista e tutti entrarono nel panico. La paura mi svegliò leggermente, ma riuscii ancora a vedere come cadeva il sipario che avevamo davanti. Era un trucco visivo impiegato da un imprenditore brasiliano; i notiziari cominciarono a condannarlo; la luna continuava lì, incolume, fissa, più grande del solito. Mi svegliai completamente, ma non riuscivo a togliermi l’immagine dalla testa e continuai a immaginare una luna gigantesca che collassava con la terra per alcuni minuti2.

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The shining — 17 settembre 2023

Lo scorso fine settimana ho visto The shining con Elizabeth. In esso, c’è una scena ricorrente in cui un mare di sangue invade una stanza. Credo che per questo motivo sognai quella stessa notte che un’onda gigante di acqua nera invadeva la città. Vedendola coprire il cielo davanti a me, seppi che non potevo sfuggirle, ma non capii l’atteggiamento indifferente della gente intorno a me che sembrava solo aspettare pazientemente di morire. Eravamo al distributore de La Catrina a Pátzcuaro quando il vinoso mostruoso mare giunse. All’inizio potei solo vedere la gente ridere allegramente mentre veniva trascinata dall’acqua tra le strade, ma arrivò un punto in cui, dentro l’acqua, vedevo solo oscurità e la risata allegra degli altri si andò distorcendo fino a raggiungere una risata spaventosa all’unisono.

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Toxicity — 27 novembre 2023

La mia strana ossessione per i video de El Estepario Siberiano mi ha portato a sognare che suonavo la batteria per una band musicale improvvisata. La mia ulteriore ossessione per Miles Bonham mi ha portato a sognare che cantavo anche intonato. Tra i sogni volli memorizzare una melodia semplice che ero capace di suonare, ma, come sempre, la dimenticai al risveglio.

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OK Computer — 2 dicembre 2023

Ultimamente, è stato ricorrente che «programmassi» durante la fase ipnagogica dei miei sogni, quella a cui Dalí tanto alludeva come catalizzatrice della sua opera. Ieri notte, per esempio, ho fatto debugging «tra i sogni», ma ricordo appena come ragionavo sul codice che scrivevo. Tra i sogni anche, l’11 novembre visualizzai il punto esatto nella mia base di codice dove dovevo introdurre le righe che avrebbero minimizzato la percezione di latenza prodotta dal bot telefonico nel rispondere. Al risveglio, aggiunsi il codice, eseguii il programma e funzionò (anche se richiese qualche perfezionamento aggiuntivo, naturalmente). Prima di ciò, ci furono giorni in cui avevo incubi dove codificavo e decodificavo i byte prodotti dal sintetizzatore vocale. È un po’ come quando passai mesi a leggere Borges, e sognavo frammenti dei suoi testi, fogli di libri e letteratura onirica senza senso.

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I’ll come running — 19 febbraio 2024

Sognai che andavo in un parco con tematica caricaturesca ambientata nel 1800. All’interno del luogo c’erano strade acciottolate, piccoli castelli e casette peculiari. Il parco era così affollato che gente solitaria e facoltosa aveva cominciato a comprare case al suo interno per abitarle. Quando i visitatori passeggiavano vicino alle loro case, o si fermavano a osservarle, i solitari abitanti uscivano e cercavano di intavolare conversazioni in modo forzato con i visitatori. Quando una di quelle signore volle parlare con me, cercai di allontanarmi camminando, ma mi seguì, così accelerai il passo finché riuscii a perdermi e la signora dovette accontentarsi di inseguire un’altra persona che camminava da quelle parti.

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Unfinished sympathy — 25 marzo 2024

Ieri notte e l’altra ieri notte sognai melodie affascinanti. Potei ricordare entrambe al risveglio e stetti cercando di trovarle su Internet, ma non credo che appartengano a canzoni reali. Non so nemmeno come comunicarle con precisione né cosa farne. L’inesorabile tempo le regalerà all’oblio.

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Day dreaming — 13 maggio 2024

Non so bene cosa sognassi prima di svegliarmi, ma fu qualche premessa rispetto a ciò che pensai appena rientrai in me: esistono al mondo artefatti sottili che gli umani hanno ideato con la finalità di socializzare. Per esempio, le grigliate casalinghe, il cui obiettivo ultimo è quello di riunire le persone e non realmente quello di preparare piatti squisiti.

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Alive — 13 giugno 2024

Sognai che cercavo di mettere musica sperimentale di Arca a una festa.

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In Church — 25 giugno 2024

Sognai che ero nella mia stanza in casa dei miei genitori. Potevo sentire la musica di mio padre che veniva dal salotto: In Church di M83.

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Let me down easy — 21 settembre 2024

È stata una settimana segnata dal seguente schema: sudori notturni, parlare nel sonno e svegliarsi sentendo una canzone in testa. Le canzoni che ricordo sono Let me down easy di Harriot, (credo) Love proceeding di BADBADNOTGOOD e New woman di Rosalía (grazie, Elizabeth).

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Spiegel im Spiegel — 7 novembre 2024

Sognai un’altra di quelle melodie ignote che mi svegliano malinconico. Era simile a Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt.

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I smell a rat3 — 28 novembre 2024

Sognai di avere una conversazione. Al risveglio, credevo fermamente che il sogno fosse la continuazione di una conversazione reale che avevo avuto. Poi potei verificare che non fu mai reale.

Sognai anche che un topo gigante mi si avvicinava. Il disgusto mi fece saltare nel letto e mi svegliai in aria. Non riuscii più a riaddormentarmi.

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You don’t know me — 26 dicembre 2024

Sognai che assistevo a fatti mai accaduti. Nel commentare casualmente qualcuno di quegli aneddoti falsi con un’altra persona, per innocente che fosse, provocavo gravi mali nelle vite di coloro che ne venivano coinvolti.

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That’s all for everyone — 31 dicembre 2024

La notte del 30 dicembre andai a letto pensando a Sweet thing di Chaka Khan. Mi svegliai con Distant love di nginafayola in testa. Al calare della sera, mi venne What goes around comes around di Timberlake alla mente mentre pensavo non ricordo cosa. La mattina ascoltai That’s all for everyone di Fleetwood Mac. Credetti di ricordare che Bradford Cox, in qualcuna delle sue band, l’avesse campionata, così dedicai un’indegna quantità di tempo a cercare di scoprire dove. Non ho avuto successo, e sospetto che tutto ciò sia un pasticcio mentale provocato dalla strana somiglianza tra quella canzone di Fleetwood Mac e lo stile dei Deerhunter.

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Mind playing tricks on me4 — 13 marzo 2025

Sognai che cercavo di risolvere un’equazione polinomiale dove i coefficienti erano pezzi degli scacchi. Quindi, per esempio, invece di fattorizzare, dovevo fare «mosse» matematiche: semplificare l’equazione implicava portare il gioco alla fine, eliminando pezzi affinché rimanessero sulla «scacchiera» (i. e., nell’equazione) solo quelli indispensabili per decidere la partita.

Prima di ciò, al calare della sera —già stanco—, lessi «Calderón» al posto di «Glaucone» in Aristotele, e sognai ad occhi aperti per un momento che, nel suo onnivoro intelletto, Aristotele fosse arrivato a deliberare sulla letteratura aurisecolare.

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Stratus — 19 marzo 2025

Ieri notte dormii, sognai e mi svegliai sentendo nella mia testa la batteria di Danny Carey5.

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(Nice dream) — 30 marzo 2025

Stamattina, Noé mi ha ricordato Le rovine circolari di Borges e ho dovuto rileggerlo perché l’avevo dimenticato completamente. Nella pagina Wikipedia del racconto, oltre a essere frainteso il brillante articolo di Evelyn Fishburn (perché si ignorano le sue scoperte più importanti, cioè le notti e le edizioni precise che Borges lesse, dimostrando che non erano «immaginarie») sulla notte «circolare» de Le mille e una notte, si fa riferimento all’«uomo grigio» del racconto. Non ricordavo nemmeno quella frequenza di personaggi grigiastri in Borges. Poco tempo dopo, feci un pisolino.

Durante il pisolino, sognai che ero nella cucina della casa dei miei genitori, spiegando loro un sogno che avevo avuto molto tempo fa. In quel sogno avevo sentito la parola «secturnial» per la prima volta. Parlavo loro di Gogol’ come padre della letteratura moderna russa, e raccontavo come avessi consultato amici scrittori e dizionari per verificare se quella parola fosse reale o meno. Poi, esitavo e fallivo nel tentativo di ricordare esattamente in quale contesto avessi utilizzato l’espressione «gli uomini secturniali di Gogol’» per riferirmi ai personaggi della sua letteratura. Dopo aver offerto loro due o tre interpretazioni diverse del termine, concludevo che l’avevo definitivamente utilizzato per descrivere i personaggi anonimi, i personaggi «grigi» della letteratura gogoliana.

Al risveglio, volli verificare quell’interpretazione. Sul mio Facebook, leggo l’unico registro che ho di quel sogno, che risale al 9 dicembre del 2020:

«Ieri notte ho sognato che Bruno Kaz6 scriveva un racconto dove faceva riferimento agli “uomini secturniali di Gogol’”. Cosa potrebbe significare quella parola onirica “secturnial”?».

In somma: non seppi mai cosa significhi «secturnial», così decisi semplicemente di associare la parola all’onirico. Ma i miei sogni, che forse hanno più legittima competenza —si intenda «competenza» in senso giuridico— su quel termine, hanno voluto che significhi un’altra cosa. In ogni caso, non penso di cambiare il titolo sotto il quale scrivo questi sogni, poiché mi sembra che, in ogni caso, si adatti a entrambe le interpretazioni: sogni su altri sogni, sogni su persone fugaci, fittizie, sconosciute, grigie. Sogni di vita e di morte. Sogni dove, come nel nostro mondo, le cose sono fatte di sogni, e dove la vita si completa con altri sogni. Sogni circolari. Racconti secturniali.

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Senza un perché — 24 gennaio 2026

Nelle prime ore del mattino, sentii uomini armati che tentavano di intimidire la mia famiglia, ma non riuscivo né a svegliarmi né a stabilire se qualcosa di tutto ciò fosse reale. Al risveglio, interrogai ogni membro della mia famiglia, e tutti confessarono di non saper dire nemmeno loro se fosse stato un sogno. Mio fratello affermò di essere sicuro solo al trenta per cento che fosse stato reale.

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These chains — 25 gennaio 2026

Un uomo suicida si aggirava costantemente intorno a casa mia, nascondendosi da tutti gli altri. Ogni volta che mi trovava solo, si avvicinava a me per chiedere aiuto, vergognandosi. A volte ci ripensava e fuggiva. Quando gli chiesi perché, disse che non voleva essere un fastidio. Gli dissi che aiutarlo era, per me, come tracciare un punto equidistante dal centro sulla circonferenza della mia vita: non poteva in alcun modo disturbarmi e, al massimo, avrebbe arricchito o confermato la mia esistenza. Non ho idea da dove sia venuta quella pretenziosa metafora geometrica; non costruisco nemmeno metafore geometriche da sveglio.

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White Awakening — 28 marzo 2026

Da qualche parte a Madrid, addormentato sul divano del salotto e in preda a un’influenza paralizzante, sognai stamattina presto di essere arrivato al Mirador del Valle a Toledo. Sopraffatto dalla sua sorprendente bellezza, mi chiesi se fosse tutto reale. Subito dopo, mi rassicurai che lo era e che mi trovavo davvero lì. Decisi che dovevo svegliarmi per poterne godere appieno. Cominciai a cercare di muovermi per destarmi, riuscendo a scuotere lentamente la spalla. Pochi secondi dopo, mi svegliai nell’oscurità assoluta del salotto.

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I Lie — 20 giugno 2026

Ieri notte sognai che perdevo uno zaino con dentro alcuni libri. Al risveglio, corsi verso la libreria per verificare che i libri fossero lì. Non riuscii a trovarli.

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Summer madness — 3 settembre 2026

Sogno che Claude genera codice orrendo e mi sveglio consapevole dell’espressione di disgusto sul mio volto.


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Cronaca di una morte annunciata — 2016?

Sognai che ero un bambino e cadevo da un trampolino. Quando mi rialzai, notai che nessuno degli altri bambini del parco mi sentiva. Accanto a me passò camminando un gruppo di uomini —che poi indovinai essere fantasmi— e, chiedendo loro se fossi morto, mi risposero: «Loro —i bambini che saltavano nel parco— te lo faranno sapere». Dato che nessuno rispondeva ai miei richiami, assunsi che fossi veramente morto. Poi, accompagnai i fantasmi a una capanna vicino al mare. Guardavamo i bambini giocare in giardino.

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Don’t tread on me — 2016?

Un pomeriggio, mi addormentai mentre ascoltavo una conferenza di Ernesto Castro sulla prasseologia. Sognai che camminavo per una strada desolata dove gli edifici che la circondavano avevano altoparlanti da cui si sentiva Ernesto parlare della catallattica.

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Déjà vu — 2017?

Sognai che viaggiavo nel passato e rimanevo bloccato in un solo giorno: lo vivevo una e un’altra volta.

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Non è evidente? — 2018?

Sognai che mi ero appena svegliato e vedevo dalla finestra un’onda gigantesca che si avvicinava. Chiesi cosa fosse e uno sconosciuto rispose casualmente: «Uno tsunami, non è evidente?».

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Young man at a window — 2019?

Sognai che mi svegliavo dopo aver dormito a lungo. Avevo dormito così tanto che non ricordavo chi fossi. Ero in una piccola stanza di un edificio, e accanto al letto c’era un comodino con una piccola tovaglietta bianca. Sopra il comodino c’era un’agenda: vidi un paio di nomi, li esaminai attentamente, li passavo uno a uno e pensavo «Non sono questo, né questo, né questo… vediamo un po’…». Detto ciò, mi alzai dal letto per guardare dalla finestra. Vedevo passare le altre persone, osservandole, cercando di scoprire se qualcuna di quelle persone che passava fossi io.

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Red Ink — 2019?

Mi svegliai ascoltando Red Ink dei Deerhunter, poi mi misi a investigare sulla band e trovai lo strano e ora estinto blog di Bradford Cox. La sua descrizione di Twilight at Carbon Lake, la mia canzone preferita dei Deerhunter: «Volevo che questa canzone evocasse la malinconia dell’infanzia».

Voce del blog di Bradford Cox

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Arpeggi — 2021

Sognai che mi svegliavo agitato da un sogno. Una donna al mio fianco mi chiedeva se stessi bene e io, confuso, rispondevo di sì. Poi tornavo a dormire e accadeva la stessa cosa, ma ogni volta mi svegliavo con un’età diversa, accanto a una donna diversa e in una stanza diversa. Questo accadde tre o quattro volte, finché decisi di alzarmi per andare in bagno a lavarmi il viso7.

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Where did you sleep last night? — 2024

Non so se sognai qualcosa, ma l’altro giorno mi alzai per andare in bagno di notte e mi addormentai seduto sul water. Mi svegliai ciondolando con la testa.

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Lo spadaccino — 2002?

Nella mia infanzia, per molto tempo ebbi il sogno ricorrente di uno «spadaccino» (un guerriero con elmo) che entrava nella mia stanza e mi puntava la spada al collo. Mi svegliavo sempre agitato.


  1. Stevenson: «Questa è la cosa più strana che sia mai accaduta tra due mari».↩︎

  2. Ieri ho visto il film di Melancholia e mi ha fatto ricordare questo sogno. Un orrendo pianeta che incombe sulla terra e collassa contro di essa alla fine sono scene molto simili a quelle del mio sogno (nelle recensioni di Mubi ci sono continui riferimenti all’«estetica» del film. È l’estetica dell’orrendo, dello spaventoso, dell’effroyable); ugualmente, la sfera di Las Vegas che oggi è in voga è simile al «sipario» del mio sogno. Il mio sogno «Déjà vu» l’ho avuto prima di vedere il film Il giorno della marmotta, e Cronaca di una morte annunciata prima di vedere Beetlejuice. A volte è deludente che l’entropia delle idee umane sia così bassa o, in termini più borgesiani, che il numero di possibili intonazioni delle nostre metafore sia esiguo. Allo stesso modo, è deludente quanto sia difficile far generare a un LLM contenuto fuori dalla distribuzione, o almeno nelle code della distribuzione; ma i miei sogni sono testamento del fatto che lo stesso accade negli umani, e i social network sono l’evidenza più patente e deplorevole di ciò stesso.↩︎

  3. Naturalmente, il riferimento è a Buddy Guy. Ho pensato anche a Mid air di Paul Buchanan, ma certamente il sentimento di quella canzone dista molto da quello di questo sogno. Almeno Buddy Guy —anche se per altre ragioni— mi provoca anch’egli sobbalzi.↩︎

  4. Inizialmente ho pensato ai Geto Boys, ma aggiungo una meritata menzione del buon Flow Breezy.↩︎

  5. Danny fu in una band (The Wild Blue Yonder) con Jeff Buckley (!). John Humphrey pubblicò alcune tracce di quando Buckley non faceva più parte della band, ma ha videoregistrazioni di questa band che si è rifiutato di rendere pubbliche. Danny racconta che suonava canzoni dei Led Zeppelin insieme a Jeff a casa sua e gli attribuisce una «memoria musicale fotografica». Ha anche riferito di avere registrazioni di quando suonava con Buckley e alcune programmazioni di batteria che Jeff preparò per Grace, ma nemmeno queste le ha rese pubbliche finora.↩︎

  6. Amico e scrittore colombiano, ha pubblicato alcuni dei suoi racconti nel suo blog Esjatológico e in quest’altra pagina. Credo di ricordare che a Bruno piaceva il gioco della doppia etimologia di «esjatológico». Ho in mio possesso una bozza di Basado en desechos reales, un compendio inedito dei suoi racconti. Sono anni che non frequento Bruno, ma faccio una nota mentale per chiedergli di pubblicarlo.↩︎

  7. Per quanto riguarda questa esperienza, la distinzione tra sogno e realtà è sfumata a causa dell’effetto di una certa pianta psicotropa ingerita in forma di brownie. In quella stessa occasione, ricordai cose della mia infanzia che avevo deciso di dimenticare (dai pattern mentali che seguivo per addormentarmi, passando per l’aspetto delle ombre sul soffitto della mia stanza, fino a esperienze traumatiche). Non ho consumato nessuno psicotropo da allora, né me ne è rimasta la voglia.↩︎